
Inquilino che non paga: cosa fare, passo dopo passo
Quando metti in affitto un appartamento hai, in teoria, un'entrata sicura ogni mese, ma non sempre le cose vanno come previsto
Un ritardo può capitare, ma quando i mancati pagamenti si accumulano il proprietario si ritrova in una situazione delicata: le spese dell'immobile continuano, mentre l'inquilino occupa la casa senza versare quanto dovuto.
La legge tutela chi affitta, a patto di muoversi con ordine e senza perdere tempo.
In questo articolo, vedremo tutte le azioni da fare, dal primo sollecito fino allo sfratto.
I primi passi quando l'affitto non arriva
La prima regola è non restare fermi: più passano i mesi, più diventa difficile recuperare le somme e liberare l'appartamento. Meglio partire da un sollecito, anche telefonico o via messaggio. A volte si tratta solo di una dimenticanza o di una difficoltà passeggera, e un accordo bonario, magari un piano di rientro concordato per iscritto, risolve tutto senza bisogno di avvocati.
Se il dialogo non porta risultati, il passo successivo è la messa in mora formale: una lettera inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC, con cui si intima all'inquilino di pagare entro un termine preciso.
Non è una semplice formalità: mette nero su bianco il debito e diventa una prova importante se la vicenda dovesse finire davanti al giudice. Conviene indicare l'importo esatto, il periodo di riferimento e le modalità di pagamento, così da non lasciare spazio a fraintendimenti.
È utile anche tenere in ordine i documenti: il contratto di locazione registrato, le ricevute dei pagamenti mancanti e l'eventuale deposito cauzionale, che può essere trattenuto a copertura, almeno in parte, delle mensilità arretrate.
Lo sfratto per morosità: come funziona e quanto dura
Quando i solleciti non bastano, lo strumento previsto dalla legge è lo sfratto per morosità.
Si avvia tramite un avvocato, che notifica all'inquilino l'intimazione di sfratto insieme alla citazione a comparire davanti al tribunale. All'udienza, se l'inquilino non si presenta o non contesta il debito, il giudice convalida lo sfratto e fissa la data entro cui l'immobile deve essere liberato. Insieme allo sfratto si può chiedere anche un decreto ingiuntivo per recuperare le somme arretrate: una strada per riavere la casa, l'altra per riavere i soldi.
C'è un aspetto da conoscere: l'inquilino può chiedere al giudice un periodo aggiuntivo, fino a circa 90 giorni, per saldare quanto dovuto ed evitare lo sfratto. Se paga, la procedura si ferma; se non lo fa, si arriva all'ordinanza di rilascio e, in caso di resistenza, all'intervento dell'ufficiale giudiziario.
Va detto: i tempi non sono brevi. Tra notifiche, udienze e termini possono passare diversi mesi, a volte più di un anno. Proprio per questo la prevenzione è la migliore alleata: prima di firmare un nuovo contratto conviene valutare con attenzione l'inquilino.
È esattamente ciò che facciamo noi de Il Nido Immobiliare: prequalifichiamo ogni inquilino prima di presentarlo al proprietario, verificando affidabilità e capacità di reddito, così da ridurre al minimo il rischio di brutte sorprese e farti affittare con serenità.
Se vuoi mettere a reddito il tuo immobile evitando il rischio di inquilini morosi, passa in una delle sedi di Il Nido Immobiliare e parla con uno dei nostri consulenti: ti spiegheremo con calma come lavoriamo, dalla selezione degli inquilini alle garanzie sul canone, così potrai affidarci la tua casa in tutta tranquillità.
